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CIN per gli affitti brevi: cos'è, come si richiede e cosa rischi senza

Aggiornato il 10 ottobre 2026 · 3 minuti di lettura

Ogni casa affittata per brevi periodi deve avere un codice: il CIN, Codice Identificativo Nazionale. Serve a rendere riconoscibile l'immobile in ogni annuncio e nelle comunicazioni al fisco. Vediamo chi deve averlo, come si ottiene e cosa succede se manca.

Che cos'è

Il CIN è un codice che il Ministero del Turismo assegna, con una procedura automatica, a tre tipi di immobili e strutture:

  • le abitazioni date in locazione breve (contratti fino a 30 giorni);
  • le abitazioni affittate per finalità turistiche;
  • le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.

Il Ministero gestisce la relativa banca dati nazionale, la BDSR (Banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche), operativa da settembre 2024.

Come si richiede

La domanda si presenta online sul portale della BDSR, entrando con SPID o CIE. Chi affitta compila un'istanza con una dichiarazione sostitutiva in cui attesta i dati catastali dell'immobile e il rispetto dei requisiti di sicurezza richiesti.

Se la tua Regione aveva già un proprio codice identificativo, quel codice viene trasformato in CIN aggiungendo un prefisso fornito dal Ministero: in molti casi lo trovi già pronto nella banca dati, ma conviene verificare.

Dove va indicato

Sono due gli obblighi per chi affitta:

  1. mostrare il codice fuori dall'edificio che ospita l'appartamento, senza violare gli eventuali limiti urbanistici o di tutela del paesaggio;
  2. indicarlo in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato.

Anche portali e agenzie devono riportarlo negli annunci che pubblicano. E quando trasmettono al fisco i dati dei soggiorni prenotati attraverso i loro servizi, il CIN dell'immobile fa parte delle informazioni da inviare.

Le dotazioni di sicurezza

La stessa legge che ha introdotto il CIN chiede che tutte le abitazioni affittate per brevi periodi o per turismo abbiano:

  • rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti;
  • estintori portatili a norma, in posizione visibile e accessibile (vicino agli ingressi e alle zone più a rischio), almeno uno ogni 200 metri quadrati e comunque uno per piano.

Chi gestisce gli immobili in forma d'impresa deve inoltre rispettare i requisiti di sicurezza degli impianti previsti dalle norme statali e regionali.

Le sanzioni

L'articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023 fissa le sanzioni, che variano in base alle dimensioni dell'immobile:

Violazione Sanzione
Immobile affittato senza CIN da 800 a 8.000 €
CIN non esposto o non indicato negli annunci da 500 a 5.000 € per immobile, più la rimozione dell'annuncio
Mancano rilevatori o estintori da 600 a 6.000 € per ogni violazione
Attività d'impresa senza SCIA da 2.000 a 10.000 €

Queste sanzioni non si applicano se lo stesso comportamento è già punito da una legge regionale. I controlli spettano al Comune, tramite la polizia locale, e i risultati vengono comunicati anche all'Agenzia delle Entrate.

Checklist veloce

  • CIN richiesto (o codice regionale convertito) per ogni immobile
  • Targhetta o cartello con il CIN all'esterno
  • CIN inserito in tutti gli annunci
  • Rilevatore di gas e monossido funzionante
  • Estintore a norma, visibile e raggiungibile
  • Imposta di soggiorno e regole del Comune verificate

Tienilo a portata di mano

In Affitti Brevi Facile salvi il CIN di ogni immobile: se manca, la Home te lo ricorda, e il riepilogo annuale per il commercialista lo riporta accanto agli incassi. Per i conti della cedolare puoi usare il calcolatore gratuito.

Fonti

Questa guida spiega le regole generali in vigore al 10 ottobre 2026, sulla base delle fonti ufficiali citate. Non è consulenza fiscale: per il tuo caso rivolgiti a un commercialista o a un CAF.